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4 GIUGNO 2012
PASSERA: ECCO L'AGENDA PER LA CRESCITA DEI PROSSIMI MESI
Roma, 4 giugno 2012 - "La crisi di oggi è seria, ma l'Italia non è quella del dopoguerra. Quella era molto più seria". Il ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture Corrado Passera, intervenendo al Festival dell'economia di Trento, ha lanciato un segnale di ottimismo. "Nel dopoguerra - ha spiegato - c'erano distruzione, analfabetismo e assenza di infrastrutture. Oggi comunque abbiamo un sistema di welfare tra i più forti al mondo e pochi Paesi al mondo hanno istruzione, sanità e assistenza come la nostra. Se allora c'è voluta tanta voglia di uscire da quel periodo terribile, oggi serve una sforzo inferiore".

L'Italia è la terza o quarta economia europea, ha affermato Passera, "ed ha già ora la sua forza sul mercato globale. Il governo tecnico è servito per la gravissima difficoltà finanziaria, ma vi ricordo che anche adesso abbiamo un export a due cifre". Questo non significa che non sia necessaria "una fitta agenda per la crescita". Lo stesso Passera ha accennato ad alcuni dei punti principali: infrastrutture; rinnovabili e green economy; Tobin tax; incentivi all'innovazione; semplificazione. E tra mercoledì e venerdì della prossima settimana ètteso un Consiglio dei ministri per partire nel concreto.

Le infrastrutture

Ci sono già cento cantieri rimessi in moto di piccole e grandi infrastrutture, ha detto il ministro Passera. E lo sforzo del governo in questo senso continuerà nei prossimi mesi.

La green economy

"La green economy può avere anche in Italia un impatto sulla creazione dei posti di lavoro. La capacità delle nostre aziende, che può essere supportata ulteriormente, è notevole", sostiene Passera. "L'Italia ha preso l'impegno 20-20-20 con l'Europa, e lo conferma" dice riferendosi alla strategia europea di riduzione del 20% entro il 2020 delle emissioni che alterano il clima. "Per la parte delle rinnovabili sulla produzione dell'energia elettrica - aggiunge - li abbiamo già raggiunti, quindi abbiamo deciso di proporci di superare questo 20% di produzione di energia elettrica per via di rinnovabili, per arrivare al 32-33%".

"Abbiamo dovuto affrontare il tema delle rinnovabili, perché negli scorsi anni il nostro Paese aveva già preso un impegno pazzesco facendo pesare sulle tasche di cittadini e imprese, con 170 miliardi di euro gli incentivi alle rinnovabili, in particolare sul fotovoltaico. Purtroppo in passato si sono concentrati gli investimenti nei momenti di massimo costo delle tecnologie, dei pannelli. Se avessimo ragionevolmente, come altri Paesi, suddiviso l'investimento, avremmo potuto farne il doppio o il triplo. Comunque abbiamo continuato e messo a disposizione del mondo delle energie rinnovabili circa 60 miliardi di euro, cifra molto importante, spostando però di più verso quelle filiere di energie rinnovabili che sono legate a tecnologie italiane. Sono state fatte scelte non facili, ma importanti".

L'efficienza energetica

"Data la nostra dipendenza dal gas poi - ha spiegato Passera - abbiamo deciso di fare delle mosse per liberalizzare fortemente mercato, con tutto ciò che comporterà in termini di investimenti, rigassificatori e stoccaggi. Questi sono lavori, investimenti importanti". "Nei prossimi provvedimenti - ha concluso il ministro - troverete anche quelli sull'efficienza energetica, su cui c'è un dibattito a livello europeo e una direttiva in corso di preparazione. Ma noi vogliamo accelerare e rendere più incentivati gli investimenti a livello di abitazioni e imprese sul risparmio energetico. Nel frattempo è in corso di redazione la proposta del nuovo piano energetico nazionale. Credo ci sarà l'apertura alla consultazione pubblica appena la bozza ci sarà e ci aspettiamo il contributo di tutti".

La Tobin tax

E' una misura "che tanta gente chiede, credo ci sia un modo di farla senza creare problemi al sistema europeo e noi ci lavoriamo", ha spiegato Passera.

Altre misure

Altri punti: Made in Italy da spingere verso i nuovi mercati, insieme al turismo. Servizi legati alla salute e alla persona, per il mercato interno. "L'export, già a due cifre anche adesso - ha detto - è comunque da spingere ancora, con finanziamenti, nuova Ice. Vogliamo raddoppiare almeno il numero delle imprese che vendono all'estero. Ma anche all'interno dell'Italia vogliamo aumentare la concorrenza: ecco perché abbiamo aperto il mercato del gas, ad esempio, quello del trasporto pubblico locale, dei servizi professionali, del commercio".

"Abbiamo anche già stanziato 20 miliardi di euro, nel 'Salva Italia', per il fondo di garanzia che consenta alle piccole e medie imprese di accedere al credito bancario. La montagna dello scaduto sia privato che pubblico - ha poi ricordato - crea 100 miliardi di euro di indebitamento forzoso a imprese, soprattutto piccole e medie. Per mettere in liquidità parte dei debiti della pubblica amministrazione, ci sarà l'adozione in anticipo delle direttive dei pagamenti. E forzeremo le grandi a pagare le piccole".

Nell'agenda della crescita figura anche "il riordino degli incentivi per la competitività e l'innovazione, comprese le start-up, per giovani e non solo. E' prevista - ha continuato - la semplificazione delle regole e delle regolette della burocrazia e questo ci aiuterà a rendere più snello ed efficiente l'apparato pubblico, così come punteremo sull'istruzione, che non abbiamo tagliato per sottolinearne l'importanza. Punteremo ancora sulla giustizia, sulla lotta alla corruzione e alla criminalità, tra i principali ostacoli nella fiducia dall'estero. Ma anche alla lotta all'evasione".

L'importanza della Tav

"Abbiamo valutato l'alta velocità ferroviaria a Torino-Lione utilissima e necessaria. Per questo l'abbiamo provata e abbiamo detto che è da continuare", ha affermato Passera. "Il tunnel di collegamento con la Francia - ha affermato - non è costosissimo, perché lo pagano quasi tutto l'Europa e la Francia. Dire poi che il volume di trasporto non è cresciuto quanto era stato previsto è sbagliato. Non si dice che non cresce perché in galleria non possono passare, a metà montagna, i container2. "E' fondamentale poi ricordare - ha sottolineato il ministro - che non é un pezzettino che appartiene solo all'Italia. E' fondamentale, in linea sia verticale che orizzontale, per gli altri Paesi europei, Francia, Spagna ed Est Europa in particolare. Tutte le verifiche del caso sono state fatte - ha concluso Passera - il percorso è stato modificato sulla linea storica, non mi risulta prenderà molti ettari di terreno buono per altro, infine sottolineo la grandissima buona fede che abbiamo messo in queste verifiche, per una cosa che serve al nostro Paese".

M.Av.
 
Fonte: http://www.lestradedellinformazione.it
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