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16 MAGGIO 2012
OPERE STRADALI PER 31 MILIARDI, FERME ANCHE DA 50 ANNI. PERSI 142 MLD
Roma, 16 mag. (TMNews) - Aspettano, da quasi mezzo secolo. Sono le cosiddette 'incompiute': un gruppo di 27 infrastrutture viarie cominciate e mai portate a termine. Tutte insieme valgono 31 miliardi di euro ed hanno ormai accumulato ritardi che variano da un minimo di 5 anni (la terza corsia dell'A11 in Toscana e il prolungamento dell'A27 in Veneto) a un massimo di 50 (il tunnel Rapallo Fontanabuona in Liguria e la trasversale Fano-Grosseto in Toscana). A fare un bilancio delle opere incompiute è Confcommercio nel Libro Bianco sui Trasporti e le Infrastrutture.

Sono altissimi i costi economici legati al congestionamento delle reti stradali italiane: in un decennio, tra il 2001 e il 2010, sono andati in fumo 142 miliardi di euro di Pil. Nel solo 2010, il Pil perduto, per il mancato miglioramento dell'accessibilità della rete, ammonta a 50 miliardi di euro. In altri termini, è stato bruciato un incremento del 3,2% del Pil che si sarebbe registrato portando i livelli di accessibilità medi del Sud agli standard della regione Lombardia.

L'elenco delle incompiute è lungo e attraversa la penisola da un capo all'altro, isole incluse: va dalla Pedemontana Veneta, che si trascina in una interminabile gestazione da 46 anni e ancora non vede la luce, all'autostrada Roma-Latina (11 anni), o, ancora, la statale 96 Bari-Matera (20 anni).

Se si guarda allo stato di attuazione del Pis (Programma per le infrastrutture strategiche), attualmente valutato oltre 367 miliardi di euro, si evince che solo il 9,3% delle opere è stato portato a termine, oltre metà è ancora in fase di progettazione.

Per Confcommercio "è senza dubbio doveroso tenere nella debita considerazione gli effetti che la grave congiuntura economica inevitabilmente stanno esercitando sugli stanziamenti previsti". Le risorse per nuove infrastrutture, infatti, hanno subito nell'ultimo biennio 2009-2011 una riduzione del 34%, toccando il livello più basso da venti anni a questa parte". Ed "è facile prevedere che il taglio di 18 miliardi negli stanziamenti per il triennio 2012-2014 finirà per pesare soprattutto, ancora una volta, sulla spesa destinata ad investimenti pubblici".

Allo stesso tempo, l'Associazione ricorda "la pericolosa lentezza con cui si stanno utilizzando i 41,2 miliardi di fondi strutturali e Fas stanziati per il quinquennio 2007-2013". Si tratta di stanziamenti destinati a programmi di infrastrutture nazionali (11,7 mld) e regionali (29,5 mld) destinati per l'85% nel Mezzogiorno. Al momento risulta utilizzato solo il 12% delle risorse: il rischio è trovarsi a fine anno obbligati a restituire a Bruxelles 2,6 miliardi di euro, la porzione comunitaria dei fondi Fas stanziati.

Fonte: http://www.tmnews.it
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