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9 FEBBRAIO 2012
IL PORTO DI TRIESTE SI APRE A TUTTE LE FERROVIE
La liberalizzazione corre su rotaia. E Trieste farà da locomotiva ricavandone indubbi vantaggi poiché fra tre anni qualsiasi società ferroviaria europea se offrirà servizi aggiuntivi otariffe competitive con Trenitalia potrà servirsi dello scalo triestino per i traffici commerciali. È di questi giorni infatti l’ufficializzazione da parte della Commissione europea dei porti e degli inland terminal italiani che entreranno a far parte del sistema europeo Ertms / Etcs (European rail traffic managment system / European train control system) con una precisa però e distanziata scaletta di ingresso. Il termine del 2015 è stato indicato oltre che per Trieste anche per Padova e Verona e sul versante occidentale per Genova, Milano e Novara. Soltanto nel 2020 sarà invece la volta di La Spezia, Bologna, Roma, Napoli, Bari, Taranto e Gioia Tauro. Per Trieste sarà l’istituzionalizzazione di un trend incominciato il mese scorso con la formazione dei primi convogli da parte di Rail cargo Austria dal Molo Settimo verso Villaco, Monaco di Baviera,Ulme Budapest. L’Ertms è un avanzato sistema di gestione, controllo e protezione del traffico ferroviario che sostanzialmente creerà unospazio ferroviario integrato europeo ponendo fine a quella “babele” oggi composta da una ventina di sistemi diversi di segnalamento e controllo della velocità dei treni che rendono complicato se non impossibile per un’azienda ferroviaria operare al di fuori dei propri confini nazionali. Oggi i locomotori devono essere in grado di “leggere” i segnali delle varie reti quando attraversano le frontiere e ciò genere aumento dei costi, rischio di problemi tecnici, oltre a costituire un rompicapo per i macchinisti. Se ne avvantaggia il traffico su gomma già sovradimensionato. Il sistema Ertms, già sperimentalmente applicato su parte della rete Alta velocità / Alta capacità, com’è noto ben lungi dal raggiungere Trieste, sarà esteso anche alla rete convenzionale. L’Italia partecipa a tre dei sei corridoi merci Ertms identificati come prioritari dall’Unione europea. Il corridoio D che interessa la regione Friuli Venezia Giulia e Trieste è uno dei due che troverà più immediata applicazione. Parte da Valencia in Spagna e arriva a Budapest in Ungheria per una lunghezza di 2961 chilometri attraversando in Italia Torino, Milano, Brescia, Verona, Treviso e Trieste – Villa Opicina con la connessione con il porto. Rete ferroviaria italiana ha calcolato che la realizzazione del corridoiocomporterà annualmenteun incremento del5% della capacità tonnellate di merci per chilometro, una riduzione dell’8% dei tempi di percorrenza dell’intero tratto (3 ore di menorispetto alle 38 attuali), una maggiore puntualità con riduzione dei ritardi del 30% e un aumento della velocità commerciale dagli attuali 70 a 75 chilometri all’ora. Degli altri due corridoi che attraversano l’Italia, il Rotterdam- Genova avrà una simile ravvicinata scadenza, sul 2020 è invece proiettato lo Stoccolma- Napoli, ma anche la connessionecon il porto di Venezia che è comunque incluso nel corridoio di Trieste. Il costo complessivo per attrezzare il Corridoio D è stato stimato in 74,4 milioni di euro, di cui la metà proveniente da fondi europei e l’altra metà stanziata dai singoli Stati. Rfiha concordato con i gestori dell’infrastruttura interessati dai corridoi A e D la costituzione di due Geie (Gruppo europeo di interesse economico) per agire congiuntamente nella richiesta dei fondi comunitari. Il sistema Ertmsattraverso un costante dialogo bordo-terra fonisce al macchinista, in modo standard tutte le informazioni necessarie per una guida ottimale controllando gli effetti del suo operato sulla marcia del treno e attivando la frenatura d’emergenza automatica nel caso la velocità del treno sia superiore a quella massima ammessa. Si tratta dunque anche di un sistema di controllo automatico della velocità dei treni che migliorerà il livello di sicurezza delle ferrovie.
Fonte: http://www.quotidianamente.net
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