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19 SETTEMBRE 2017
EMILIA ROMAGNA: UNA NUOVA LEGGE PER PROMUOVERE LA MOBILITA' CICLABILE
Obiettivi della legge regionale: raddoppio della percentuale di spostamenti in bici e a piedi sul territorio, dimezzamento entro il 2020 delle vittime su strada, nuovi collegamenti tra le piste esistenti, maggiore integrazione treno-bici e più servizi per i ciclisti. E per ogni nuova strada realizzata, una nuova pista ciclabile
 Emilia Romagna: una nuova legge per promuovere la mobilità ciclabile
 
In Emilia-Romagna la rete della mobilità ciclopedonale vede una percentuale di spostamenti doppia rispetto a quella nazionale: 10% contro il 5% del dato italiano e l’obiettivo a livello regionale, al 2015, è quello di raggiungere la quota del 20%.
 
Le infrastrutture ciclabili di questa regione ammontano ad un totale che sfiora i 1000 Km (calcolati per ogni senso di marcia) mentre il rapporto tra rete ciclopedonale e popolazione residente (espresso in Km ogni 100 abitanti) varia dagli 1,1 e 1,2 km di Ferrara e Modena rispettivamente, allo 0,21 di Bologna e 0,35 di Piacenza.
 
L’estensione complessiva, riferita ai capoluoghi di Provincia, fa registrare il valore più elevato sempre a Modena (220 Km complessivi), seguita da Ferrara (149 Km), Reggio Emilia (87,9 Km), Bologna (80 Km) e Ravenna (78,4). Questi dati, forniti dalla stessa Regione, spiegano perché, tra le 12 città classificate bike friendly da Legambiente, ben 5 si trovino in questo territorio:
 
Ferrara
Reggio Emilia
Ravenna
Forlì
Rimini
In Emilia Romagna è stata approvata una legge per promuovere e sviluppare ulteriormente il sistema regionale della ciclabilità allo scopo di
 
migliorare la qualità della vita e della salute della collettività,
tutelare l’ambiente per ridurre e/o evitare impatti dannosi all’ambiente e alla salute umana,
salvaguardare il territorio e il paesaggio per una sua migliore fruizione.
La norma, legge regionale n. 10 del 5 giugno 2017, è frutto del confronto, durato ben 2 anni, tra la Regione ed alcune delle principali associazioni ciclistiche ed ambientaliste, quali:  Fiab, Wwf, Legambiente, UISP.
 
Con questa legge, la Regione intende promuovere interventi ed azioni in grado di favorire gli spostamenti quotidiani, casa-scuola e casa-lavoro, a basso impatto ambientale, senza dimenticare la rete cicloturistica.
 
L’obiettivo è quello di realizzare nuove infrastrutture ciclabili, ma anche recuperare e riqualificare quelle esistenti, in particolare
 
recuperare, ai fini ciclabili, vie lungo i fiumi, laghi, torrenti, canali, tratturi o tratti di via dismessi o declassati, sedimenti di strade ferrate dismesse, tratti di viabilità forestale e militare ecc,
conservare le stazioni, i caselli ferroviari e le case cantoniere al fine di farne strutture ricettive e di assistenza o punti di ristoro specializzati per l’ospitalità dei cicloturisti,
raccordare strade spezzate non a rete per dare continuità ai percorsi ciclabili,
mettere in sicurezza i punti critici (es creazioni sottopassi e sovrappassi ciclabili e ciclopedonali) sia in ambito urbano che extraurbano.
Non mancano una serie di azioni per rendere sicuro l’utilizzo della bicicletta, sia in termini di incolumità personale che di difesa dai furti.
 
Nel primo caso si punta agli interventi di moderazione del traffico soprattutto attraverso le “zone 30”, infatti la moderazione della velocità, in ambito urbano, comporta miglioramenti notevoli per la sicurezza di tutti gli utenti della strada, diminuisce la congestione e favorisce lo sviluppo di modalità di spostamento collettive o a trazione umana.
 
Nel secondo caso invece si mira alla costruzione di parcheggi attrezzati, zone di sosta sicure e ad un servizio di marchiatura registrata delle biciclette.
 
Presente anche il riferimento
 
alla tecnologia intelligente per il monitoraggio della ciclabilità,
alla possibilità di trasportare le biciclette sui mezzi pubblici,
alle attività di informazione e formazione per sviluppare una cultura dell’utilizzo della bicicletta.
La norma in questione prevede, infine, che ogni qualvolta venga realizzata una nuova strada si costruisca contemporaneamente una pista ciclabile, se possibile in prossimità della strada oppure localizzata in ambiti tali da garantire la fruibilità e la connessione funzionale con poli attrattori, nodi di interscambio del trasporto pubblico o luoghi di interesse sociale, storico, culturale, enogastronomico o turistico.

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