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21 GIUGNO 2017
L'INDUSTRIA DELLO SHIPPING STENTA AD ENTRARE NELL'ERA DIGITALE
Un'accelerazione potrebbe essere imposta dalle nuove alleanze tra le compagnie armatoriali, che devono necessariamente migliorare le modalità di condivisione delle informazioni
 
Circa il 90% degli spedizionieri e dei destinatari finali delle merci trasportate via mare ritengono che sia necessario rendere più accessibile e visibile la supply chain del trasporto marittimo e circa l'85% di questi operatori valuta che il settore del trasporto marittimo soffre di “una lentezza nei cambiamenti” (il 70%) o reputa che è “assolutamente arretrato” (il 15%) nell'introdurre innovazioni e nell'adottare tecnologie di nuova generazione.
 
Lo evidenzia un rapporto elaborato da Business Performance Innovation (BPI) Network e da CMO Council in collaborazione con le società Navis e XVELA della Kalmar (gruppo Cargotec) che specifica che solamente il 12% dei caricatori e dei destinatari intervistati ha dichiarato che i loro partner del trasporto marittimo sono “molto efficienti” nel collaborare e nel condividere dati, mentre il 38% ha affermato che sotto questo punto di vista i loro partner marittimi “stanno migliorando” e il 32% ha assicurato che sono “piuttosto efficienti”.
 
Il rapporto “Competitive Gain in the Ocean Supply Chain: Innovation That's Driving Maritime Operational Transformation” osserva che gli importatori, gli esportatori, le società che trasportano container e quelle che gestiscono terminal portuali nonché i proprietari delle navi ed altri operatori interessati non dispongono di informazioni accurate e di previsioni attendibili sulle spedizioni marittime e che ciò comporta un aggravio dei costi di trasporto delle merci a causa delle difficoltà nel sincronizzare le attività degli operatori della supply chain e di un'insufficiente disponibilità di informazioni.
 
Se il 90% degli intervistati ha sottolineato che l'accesso e la condivisione in tempo reale dei dati e delle informazioni è importante per accrescere l'efficienza e le performance del trasporto marittimo, l'80% ha evidenziato che il settore deve migliorare la visibilità della supply chain.
 
Il documento precisa che, tuttavia, soprattutto i rappresentanti delle aziende leader del settore che sono stati intervistati, riconoscono che le compagnie di trasporto marittimo stanno introducendo la digitalizzazione e stanno cambiando mentalità.
 
Il rapporto rileva che la spinta verso questo miglioramento probabilmente proviene da diverse fonti. Se, ad esempio, gli spedizionieri sollecitano un aumento della visibilità di dati e informazioni nell'ambito della catena logistica, le nuove alleanze tra compagnie armatoriali imporranno modalità migliori di condivisione delle informazioni tra le stesse compagnie al fine di incrementare l'efficienza e i servizi alla clientela, mentre da parte loro terminalisti portuali e autorità portuali premono per un miglioramento dell'utilizzo e dell'efficienza delle infrastrutture che gestiscono.
 
I margini di miglioramento appaiono molto ampi: lo studio specifica che ciascuna parte della catena logistica marittima potrebbe ottenere miglioramenti delle procedure non inferiori al 55% e fino al 66% se venissero aggiornati i sistemi di information technology e se fosse aumentata la capacità di condivisione dei dati con gli altri operatori della supply chain.
 
«Il nostro studio - ha commentato Dave Murray di BPI Network - evidenzia l'indispensabile esigenza che l'industria dello shipping accresca collaborazione e visibilità con l'adozione di modelli e processi basati sulla tecnologia. Forse - in parte perché l'industria è stata sotto pressione e limitata dalle sue sfide sotto il punto di vista economico, ma anche perché molti dei suoi membri sono semplicemente restii al cambiamento - l'industria è risultata troppo lenta nell'entrare nell'era digitale».
 
Questo passo lento potrebbe accelerare grazie ad un miglioramento della situazione economica delle aziende dell'industria dello shipping che potrebbe avvenire nell'arco dei prossimi due anni, periodo nel quale il 27% degli intervistati ritiene che il conto economico delle compagnie marittime registrerà un “certo miglioramento” o addirittura un “significativo miglioramento”.
 
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