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11 NOVEMBRE 2015
CORRIDOI DI TRASPORTO PANEUROPEI
I dieci corridoi paneuropei sono le vie di comunicazione dell’Europa centrale e orientale il cui potenziamento era stato riconosciuto strategico dalla Conferenza Pan-Europea del 1992. Il nucleo dei primi nove fu studiato nella seconda conferenza di Creta del marzo 1994 e modificato poi dalla terza conferenza di Helsinki del 1997. Questi corridoi sono conosciuti quindi anche come “Corridoi di Creta” o “Corridoi di Helsinki”. Dopo la fine delle ostilità tra gli Stati dell’ex-Jugoslavia è stato aggiunto anche il decimo corridoio. Successivamente la dizione “corridoi paneuropei” scompare dagli atti dell’UE e tutto viene ricondotto all’acronimo TEN-T (Trans-European Transport Network). Problemi di mercato e di specifiche tecniche nel ramo ferroviario tra i corridoi paneuropei e quelli trans-europei hanno portato a consistenti modifiche, come il Corridoio 5 (in realtà Corridoio 3 del Ten-T) che doveva collegare Lisbona a Kiev, passando per la “Torino-Lione”.
La creazione di un forte e strutturata rete di trasporti europei è fondamentale per la realizzazione delle politiche comunitarie commerciali e di integrazione sociale, incidendo profondamente su crescita e competitività. Il monte dei finanziamenti per il classico arco temporale 2014-2020 è stato portato a 26 miliardi concentrati su una nuova rete centrale destinata ad eliminare le varie arterie esistenti  ponendo fine alle strozzature, rendendo più veloci le operazioni transfrontaliere di trasporto per passeggeri ed imprese in tutta l’UE. L’obiettivo finale è di arrivare entro il 2050 ad ottenere che, almeno la grande maggioranza, dei cittadini e delle imprese europee, non disti più di 30 minuti di viaggio dalla rete principale.
Verranno collegati 94 grandi porti europei con linee ferroviarie e stradali, 38 grandi aeroporti con linee ferroviarie che portano alle città principali, 15 000 km di linee ferroviarie convertite ad alta velocità, 35 progetti transfrontalieri destinati a ridurre le strozzature. L’attuazione del piano è demandata a “piattaforme di corridoio” in cui saranno presenti tutti gli Stati membri. Questo garantirà una struttura di governance per coordinare i piani di sviluppo di corridoio, le piattaforme di corridoio saranno presiedute da coordinatori europei.
La realizzazione di un sistema modale di trasporti europeo che vado oltre il sistema delle tante reti nazionali offre un valore aggiunto decisamente più elevato soprattutto in un momento di crisi economica. La caduta del blocco dell’est e la conseguente integrazione tra le due metà dell’Europa ha evidenziato la differenza tra i collegamenti fra le regioni occidentali e orientali. Le connessioni est-ovest che mancavano, del tutto o in parte, o erano limitate a determinati modi di trasporto, sono oggi integrate nella nuova rete TEN-T. E’ necessario creare nuove infrastrutture di trasporto e ripristinare od adeguare quelle esistenti. Proprio a questa specifica parte relativa alle connessioni est-ovest è stato riservato un importo minimo di 11,3 miliardi di euro ai paesi di coesione, in modo da dare un sostegno supplementare agli investimenti nelle principali connessioni est-ovest.
TEN-T è anche uno strumento fondamentale per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità che fanno parte del nuovo sentire della UE. Fra questi risulta il target di una riduzione del 60% delle emissioni dei trasporti entro il 2050, in questo si inserisce la volontà di spostare in modo massiccio il traffico di passeggeri e merci dal modo stradale a quello ferroviario e ad altri modi di trasporto. Tutti i progetti TEN-T sono sottoposti ad una valutazione rigorosa dell’impatto ambientale prima di essere ammessi al finanziamento dell’UE. A tal fine devono soddisfare tutti i requisiti di progettazione e sostenibilità previsti dalla legislazione ambientale dell’UE.
 
di Maurizio Donini 
 
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