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8 NOVEMBRE 2014
PORTO, PRIMA PIETRA (SIMBOLICA) PER LA PIATTAFORMA LOGISTICA: IL CANTIERE DARA' LAVORO A QUASI 200 PERSONE
Posata questa mattina la prima pietra – simbolica – della piattaforma logistica del Porto di Trieste. La presidente dell’Autorità Portuale, Marina Monassi, ha così affidato al concessionario l’area da 121 mila metri quadri in cui sarà realizzato il nuovo Terminal multifunzione.
Dopo un lungo e complesso iter procedurale avviato dalla stessa Monassi nel corso del precedente mandato oltre dieci anni fa, sono iniziati i lavori del primo stralcio della piattaforma logistica, a seguito dell’aggiudicazione definitiva e del contratto stipulato tra l’Autorità Portuale e la cordata che vede impegnati, oltre all’Interporto di Bologna e alla società Cosmo Ambiente, il costruttore I.CO.P e il terminalista Parisi. Il progetto per la realizzazione della “Piattaforma Logistica di Trieste” è compreso nel Programma di cui alla Delibera Cipe 121/2001 e nell’Intesa Generale Quadro Governo-Regione Friuli Venezia Giulia. Il Soggetto Aggiudicatore è l’Autorità Portuale di Trieste. Il valore dell’intervento è di 132,4 milioni di euro.
Il finanziamento è così assicurato: 70 milioni nella disponibilità dell’Autorità Portuale; 32 milioni da parte del Cipe (deliberazione n. 75/2006); 30 milioni a carico del soggetto privato titolare della concessione. L’opera consiste nella costruzione di un nuovo terminal portuale della superficie complessiva di circa 121.700 mq tra lo Scalo Legnami e lo Stabilimento Siderurgico di Servola. La durata del cantiere prevista contrattualmente è di 852 giorni decorrenti dalla consegna definitiva dei lavori.
Il cantiere vedrà l’occupazione diretta di circa 80 persone e almeno un centinaio nell’indotto, per lo più provenienti dalla nostra Regione. Per quanto riguarda invece il terminal portuale che vedrà la luce alla fine dei lavori, la piattaforma sarà idonea a traffici multi-purpose (merci varie), da svilupparsi a cura del terminalista Parisi. Considerate le caratteristiche dell’impianto ed in particolare la lunghezza delle banchine ed il pescaggio, se ne prevede l’utilizzo in modo prevalente da parte di navi in servizio infra-Mediterraneo con origine e destinazione Mediterraneo Orientale, Nord Africa e Mar Nero.
 
Considerando la localizzazione dei mercati contendibili sul lato terra e quanto sviluppato negli ultimi anni nel porto di Trieste, si prevede un prevalente utilizzo della modalità di trasporto ferroviaria (intermodale e non) per l’arrivo e la partenza delle merci. In quest’ottica appare di particolare rilievo la partecipazione al raggruppamento temporaneo di imprese dell’Interporto di Bologna: l’idea sottostante è allineata alla nuova visione della UE che vede le infrastrutture portuali in una ottica di “corridoio”. A regime il terminal impiegherà circa 35-40 unità, con previsione di ulteriore occupazione indotta di circa 20 unità per la copertura di picchi nonché dei segmenti di ciclo di attività.
 
Il presidente APT Marina Monassi ha espresso grande soddisfazione per questo importante risultato finalmente raggiunto a conclusione di un ciclo. La stessa presidente ha inoltre sottolineato come di questo intervento beneficerà non solo il Porto ma l’intera città di Trieste nonché l’indotto regionale, con l’auspicio che anche l’iter avviato in questi quattro anni relativamente alle altre grandi opere dello scalo giuliano giunga a positiva conclusione.
 
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