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7 NOVEMBRE 2012
APPELLO DEI PARLAMENTARI DI ITALIA E FRANCIA: LA TORINO - LIONE SI DEVE FARE

Torino, 7 novembre 2012 - La Nuova Linea Torino Lione (NLTL), si deve fare e basta. E’ questo il senso del messaggio che i parlamentari italiani e francesi hanno inviato oggi ai due Governi coinvolti nell’opera. Si tratta di una sorta di appello, che arriva il giorno dopo i rilievi della Corte dei Conti di Parigi sui costi dell’opera, che ha subito trovato una risposta chiara da parte di Mario Virano, Commissario di Governo per la NLTL e capo della delegazione italiana alla CIG che deve governare la realizzazione della nuova linea.

L'Italia e la Francia, spiegano i parlamentari, devono “impegnarsi definitivamente nel cantiere di realizzazione” della linea ferroviaria Torino-Lione. Nel documento presentato nella sede del Senato parigini, viene chiesto l'impegno solenne dei capi di Stato di Italia e Francia “affinché venga definitivamente intrapreso il cantiere di realizzazione della nuova linea”.

Il testo è stato redatto, in vista del vertice bilaterale del 3 dicembre a Lione, in cui tema dominante sarà proprio la NLTL, i parlamentari “si compiacciono della risposta del primo ministro” alle perplessità evidenziate nel parere della Corte dei Conti francese. Jean-Marc Ayrault - scrivono i firmatari dell'appello – “ha dimostrato l'impegno fermo del governo a favore del tunnel di base transfrontaliero. Si tratta - aggiungono i parlamentari - di fissare la rotta ed i mezzi da mobilitare, determinando una tabella di marcia indispensabile per l'obiettivo della messa in servizio della linea nel 2025”.

A confermare la volontà di continuare nell’esecuzione dell’opera è stato subito Virano – presente al Senato a Parigi - che ha spiegato: “Escludo tassativamente un rinvio ulteriore” della linea ferroviaria Torino-Lione. Il buon senso ci impone di realizzare questo cambiamento epocale” nella storia dei trasporti europei, ha sottolineato Virano, secondo il quale anche sulla tratta italo-francese “dobbiamo metterci al livello degli altri concorrenti”, come il tunnel del Gottardo.

In appoggio all’iniziativa dei parlamentari, è arrivata anche una nota del Vicepresidente della Commissione europea e Commissario Ue al Mercato Interno, Michel Barnier, che ha scritto come “per ritrovare il cammino della crescita, l'Europa deve dotarsi di infrastrutture di trasporto moderne e sicure. La Torino-Lione sarà certamente una di queste leve di crescita”.

L’appello dei parlamentari è arrivato il giorno dopo la pubblicazione integrale degli appunti sulla NLTL svolti dalla Corte dei Conti della Francia che sollevano perplessità sui costi, sulle ricadute economiche e sull'utilità effettiva della nuova ferrovia Torino-Lione. In otto pagine di testo, i magistrati contabili hanno osservato che i costi dell'intera opera sono più che raddoppiati passando da 12 a 26 miliardi di euro e che l'impatto del cambiamento di progetto è di 1,9 miliardi di euro. “Il valore netto economico - scrive Didier Migaud, presidente della Corte dei Conti francese - è negativo in tutti gli scenari analizzati dalla società Ltf”. Perplessità anche sui flussi di traffico previsti e sulla quota di finanziamento da parte della Ue.

Sul sito della Corte dei Conti francese è stata pubblicata anche la risposta di Ayrault (lodata dai parlamentari dei due Stati) che spiega come la Torino-Lione rientri “pienamente nella politica di sviluppo delle infrastrutture in scala europea” e risponde alla necessità di sostituire quelle esistenti che “per caratteristiche tecniche” non permettono minimamente di rispondere alle esigenze strategiche di rendere più sicuri gli scambi tra Italia e Francia attraverso le Alpi.

Intanto in Italia il viceministro alle Infrastrutture Mario Ciaccia, durante un'audizione in commissione Ambiente alla Camera, ribadisce l'importanza dell'opera e ricorda che per la ferrovia Torino-Lione (Tav) il Governo ha stanziato, con la legge di Stabilità, 60 milioni nel 2013, 100 nel 2014, 530 nel 2015. "Con la Torino-Lione - ha aggiunto - toglieremo dalla strada 600 mila camion all'anno, e otterremo una riduzione di gas serra pari alla produzione di una città di 300 mila abitanti".

 
Andrea Zaghi

Fonte: http://www.lestradedellinformazione.it
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