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6 NOVEMBRE 2012
PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA, CIUCCI: NUOVO DECRETO CI PERMETTE DI ANDARE SUL MERCATO
Roma, 6 novembre 2012 - I cinesi sono davvero interessati al Ponte sullo Stretto di Messina. Tanto che è già stato firmato un memorandum of under standing, che non è un impegno vero e proprio ma “conferma un 'sentiment'di interesse del mercato che ora andrà verificato”. L'amministratore delegato di Stretto di Messina Pietro Ciucci, nel corso di un'audizione al Senato, conferma le voci circolate di recente e fa il punto sulla situazione dopo il decreto legge approvato dal consiglio dei ministri il 2 novembre, che proroga di due anni i termini per l'approvazione del progetto definitivo.

Il decreto è "apprezzabile", afferma Ciucci, e da' finalmente alla società Stretto di Messina un "indirizzo chiaro". "In questi anni, qualche mancanza di indirizzo c'è stata e la società s'è fatta carico di contenere i costi. Ora c'è il decreto che da' la massima certificazione che la società è operativa e che il progetto deve essere sottoposto a uno scrutinio sia tecnico che finanziario, permettendoci di andare sul mercato a reperire risorse". Per Ciucci, l'iter indicato dal decreto è "assolutamente percorribile e fa riferimento a una clausola contrattuale, incardinandola sulla realtà attuale; attualizza e da' forza a questa norma". "Il decreto - ha detto ancora l'Ad di Stretto - indica un percorso non facile né in discesa per nessuno, né per la società Stretto di Messina né per il contraente generale, ma fa estrema chiarezza su chi deve fare che cosa".

Quanto ai cinesi, Ciucci ha detto che con CCCC (China Communication Costruction Company) "c'è un verbale fatto alla fine di un incontro a Istanbul in cui si afferma l'interesse a realizzare" il ponte. Ma l'interesse dei cinesi non è limitato a questo grosso operatore industriale: ci sono anche il Fondo sovrano cinese, già incontrato dall'ex ministro Matteoli, la China Developement Bank e la China Bank. Certo, finora nessuno era disposto a firmare un contratto in bianco visto che "non era chiara la posizione del Governo", ma ora il nuovo decreto "da' un percorso preciso tecnico-finanziario".

Nell’audizione Ciucci ha ripercorso tutta la storia del Ponte sullo Stretto. E rispondendo a chi imputava proprio a lui una mancanza di decisione, ha replicato che c'erano delibere di legge che lo spingevano a fare l'opera. Ciucci ha poi ricordato le nuove scadenze indicate dal decreto. Entro il primo marzo 2013 deve essere stipulato l'accordo integrativo tra la Società Stretto di Messina e il contraente generale (Eurolink, di cui Impregilo è capogruppo, ndr), entro 60 giorni dalla stipula la Stretto di Messina deve presentare al Cipe il progetto definitivo e "va chiarito come questo si inserisce rispetto al fatto che noi un progetto definitivo lo abbiamo già portato", ha detto Ciucci. Dopo la valutazione tecnica del Cipe ci saranno 540 giorni per trovare la miglior offerta finanziaria sul mercato e, se non si trova "si da' luogo alla revoca e messa in liquidità della società. La liquidità è prevista anche in assenza dell'accordo integrativo entro il primo marzo".

Nel dl, ha specificato Ciucci, "non si parla più di penali, ma dell'ipotesi di revoca della concessione e di contratti, che prevede il pagamento delle prestazioni effettivamente prestate con una maggiorazione del 10%": il valore delle prestazioni progettuali fatte è di "80 milioni, di cui l'80% già pagato dalla società, e il 10% sarebbero 8-9 milioni". Comunque, "se l'opera non si fa, tutti gli investimenti fatti finora andrebbero cancellati dal bilancio di Stretto di Messina Spa e, senza indennizzi, tale cancellazione causerebbe una perdita con ricadute sul bilancio di Anas, che detiene l'80 per cento della società".

Quanto ai costi dell’opera, “finora il Ponte ha inciso sulle finanze pubbliche per 13 milioni di euro", ma considerato l'apporto di risorse di Fintecna, "il saldo sulle finanze pubbliche è persino positivo". Ciucci ha infatti spiegato che dei contributi a fondo perduto di 1,3 miliardi, l'unica rata erogata è del 2009, pari a 13 milioni. Quelle del 2011 e 2012 non sono mai state erogate. In ogni caso per il ponte sullo Stretto di Messina, ha precisato Ciucci, "non sono mai stati previsti contributi europei, per cui il fatto che l'opera sia venuta meno come progetto 'core' da parte dell'Ue non incide sulla copertura finanziaria".

Ciucci ha quindi difeso l’utilità dell'opera, evidenziando che secondo uno studio della Bocconi sul rapporto costi-benefici "anche nelle ipotesi più sfavorevoli e restrittive" i benefici del Ponte hanno "un valore sempre positivo rispetto ai costi" e che finora l'opera ha inciso sulle finanze pubbliche per 13 milioni di euro, ma considerato l'apporto di risorse di Fintecna, "il saldo è persino positivo". "Il ponte - ha concluso Ciucci - è un progetto con una valenza strategica, un'opera importantissima che ci viene invidiato dalla comunità scientifica internazionale". Lo studio, ha spiegato Ciucci, evidenzia che "l'impegno medio mensile è di 3.500 lavoratori diretti e di 900 indiretti e l'occupazione nella fase di punta è di 6.500 unità, di cui una parte importante in Sicilia e Calabria".

Fonte: http://www.lestradedellinformazione.it
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