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23 OTTOBRE 2012
GRANDI OPERE CON CONSULTAZIONE

Al via le consultazioni pubbliche sulle opere infrastrutturali per gestire il consenso a livello locale, sulla scia del «débat public» francese con oggetto lo studio di fattibilità; deleghe per riordinare entro 180 giorni la normativa sui contratti pubblici (Codice e regolamento), sull'edilizia, sui trasporti pubblici e sulla navigazione; bandi- tipo dell'Utfp per le concessioni di lavori pubblici; consultazione sul progetto preliminare anche per le concessioni; svincolo delle cauzioni anche sulle opere in esercizio. È quanto previsto nel disegno di legge esaminato che viene esaminato oggi dal pre-Consiglio dei ministri.

Nella bozza che viene illustrata e discussa oggi è contenuta anche una corposa e impegnativa norma di delega che tocca l'intera disciplina in materia di contratti pubblici; difficile però immaginare che possa essere portata a termine prima della fine della legislatura. In particolare si prevede che entro sei mesi si porti a compimento il «consolidamento delle disposizioni nella materia dei contratti pubblici» e «l'assestamento del quadro normativo di riferimento».

Ne dovrebbe uscire un nuovo Codice dei contratti diviso in due parti, una legislativa e l'altra regolamentare, evitando la dispersione in diverse fonti normative, nonché la sovrapposizione e la duplicazione tra disposizioni di rango legislativo e regolamentare.

L'operazione dovrà servire anche ad adeguare il quadro regolatorio ai principi e agli orientamenti comunitari emersi in sede di aggiornamento delle direttive in materia di appalti pubblici e concessioni, ma anche a semplificare le procedure e creare le condizioni favorevoli per il partenariato pubblico-privato e la finanza di progetto. Altre deleghe, peraltro, riguardano la materia della circolazione stradale.

Analoga operazione viene prevista per la materia edilizia puntando, fra le altre cose, a toccare i diritti edificatori, la semplificazione delle procedure, la premialità fiscale e finanziaria. Ma non basta, perché sono previste deleghe per riordinare anche le norme sulla circolazione stradale, la navigazione e il trasporto pubblico su autobus.

Nell'attesa dell'attuazione delle deleghe, intanto, si propongono ulteriori norme di modifica dell'attuale Codice dei contratti pubblici che in passato non erano poi entrate nei diversi decreti-legge proposti dal governo e convertiti dal parlamento. Fra queste spicca l'introduzione della Consultazione pubblica per gestire il consenso relativo alla realizzazione delle opere infrastrutturali di rilevante impatto ambientale, sociale ed economico indicate nel Def infrastrutture, una proposta già in passato avanzata dalle Fondazioni Astrid, Italiadecide e Respublica e tesa ad adattare l'istituto del «débat public» francese, una sorta di referendum, limitato alle grandi opere, per gestire il consenso sul territorio.

La consultazione, prevista nella fase iniziale dell'iter di individuazione delle caratteristiche dell'infrastruttura con oggetto, di regola, lo studio di fattibilità dell'opera, potrà essere richiesta dal soggetto aggiudicatore, dal promotore o da un consiglio regionale, o da un numero di consigli comunali o provinciali rappresentativi di almeno 150 mila abitanti, ovvero 50 mila cittadini residenti nel comune o nei comuni interessati dalla realizzazione dell'opera.

Sarà una commissione istituita presso il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche a gestire la consultazione che non potrà avere durata, prefissata, superiore a 120 giorni; al termine della consultazione sarà predisposto un documento che darà conto delle ipotesi alternative emerse e del grado di consenso raggiunto e potrà prevedere l'istituzione di un meccanismo permanente di comunicazione e dialogo pubblico.

Sul fronte della disciplina delle concessioni si prevede la possibilità che l'ente finanziatore, entro 180 giorni, indichi un subentrante (nuovo concessionario) al posto del concessionario affidatario a seguito della gara; si prevede anche che sia attivabile anche per le concessioni la consultazione preliminare sul progetto (prevista finora solo per gli appalti) e che i bandi e i relativi allegati (da definire sulla base di modelli che dovrà mettere a punto l'Unità tecnica per la finanza di progetto) siano predisposti in modo da prevedere il preventivo e graduale coinvolgimento del sistema bancario nell'operazione e assicurare la massima «bancabilità» del progetto. Ridotti ulteriormente i tempi per l'approvazione dei progetti da parte del Cipe, il testo promuove anche un maggiore ricorso alle centrali di committenza che potranno riguardare anche le concessioni e i contratti di Ppp (partenariato pubblico-privato).

Modificando l'articolo 92 del dpr 207/2010, si consente poi alle imprese di costruzioni che partecipano in raggruppamento temporaneo di eseguire i lavori anche in percentuali diverse da quelle previste a condizione che siano qualificate per i singoli lavori da eseguire. Riproposte le norme sullo svincolo delle cauzioni per opere in esercizio da un anno e l'innalzamento all'80% della quota svincolabile. Infine, fra le altre cose, si prevede un Fondo mobiliare chiuso, da costituirsi da Cassa depositi e prestiti, con la collaborazione dell'Anci e dell'Upi, per la valorizzazione dei beni pubblici mobiliari.

Fonte: http://www.italiaoggi.it

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