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9 AGOSTO 2012
PROJECT BOND: ITALIA APRIPISTA "GRANDI OPERE SENZA DEBITI"

Roma, 9 agosto 2012 – Finanziare le infrastrutture pubbliche con capitali privati. È lo scopo dei "project bond", le obbligazioni di progetto per gli «investitori qualificati», previste dal decreto Liberalizzazioni, poi da quello Sviluppo e ora finalmente operative. Martedì scorso è stato perfezionato «l'ultimo tassello del mosaico», lo definisce il viceministro alle Infrastrutture Mario Ciaccia che il 7 agosto ha firmato, con il ministro dell'Economia Vittorio Grilli, il decreto interministeriale mancante. Ovvero la disciplina specifica per l'emissione e le garanzie di questi titoli che consegna all'Italia un primato in Europa. «Una svolta epocale», esulta Ciaccia, «perché così diventiamo il primo Paese ad avere un quadro di certezze normative che rendono le nostre infrastrutture attrattive per il capitale di rischio anche estero».

Per una volta, dunque, l'Italia anticipa l'Europa che da tempo ormai guarda ai "project bond" come strumento per rilanciare sviluppo e crescita. «Il circolo virtuoso innescato dai bond ci permetterà di richiamare capitali per alcune decine di miliardi nei prossimi anni», spiega ancora Ciaccia. «E di superare il gap infrastrutturale senza gravare sul debito pubblico, offrendo un trattamento fiscale agevolato per tre anni, il 12,50% al pari dei Titoli di stato, senza alcuna concorrenza "sleale" con Bot e Btp». Tra le opere interessate, quelle che insistono sui 4 corridoi europei (Mediterraneo, Helsinki-La Valletta, Baltico, Rotterdam) e dunque ferrovie, autostrade, porti, interporti. Ma anche l'energia, con la disponibilità di Terna a fare da battistrada, assieme alla Cassa depositi e prestiti. Buone chance anche per Tangenziale est di Milano, Brebemi, Pedemontana, Serenissina, porto di Venezia. Il decreto interministeriale (4 articoli) introduce una novità importante, che deroga al Codice appalti. Ovvero I a possibilità di prolungare le garanzie anche oltre la fase di pregestione (costruzione e gestione) e rilasciarla sia su progetti nuovi che già realizzati e per i quali occorre il «rifinanziamento del debito». Garanzie prestate da banche italiane e straniere, intermediari, assicurazioni, Cdp, Sace e Bei in base al merito di credito della società che ha vinto l'appalto e la sostenibilità del progetto.

Fonte: http://www.lestradedellinformazione.it

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