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4 LUGLIO 2012
INFRASTRUTTURE, AUTORITA': REALIZZATO 34% OPERE LEGGE OBIETTIVO
Le opere che rientrano nelle infrastrutture strategiche sono 189 suddivise in 565 lotti funzionali, così come definito dalle delibere Cipe. Attualmente dei 565 lotti assoggettati alla disciplina della Legge Obiettivo, sono stati elaborati i dati relativi a 530 lotti poiché i restanti 35 risultano corrispondenti a contratti rescissi, interrotti o sospesi. Questi i dati emersi dalla relazione 2011 dell’Authority per la vigilanza negli appalti pubblici. Da una prima analisi relativa al valore complessivo del mercato delle infrastrutture strategiche, emerge che il 42 per cento del numero totale dei lotti è di importo superiore a 50 milioni di euro, mentre la restante parte, corrispondente solo al 58 per cento, rientra in una fascia di importo inferiore a 50 milioni di euro. In progettazione ci sono circa 152 lotti pari al 28,7 per cento del totale. Conclusi risultano invece il 34,3 per cento (182 lotti), mentre in corso ci sono 116 lotti (21,9 per cento). Di 378 lotti, corrispondenti a quelli conclusi (182) ed a quelli in corso di svolgimento (196 = 30 + 50 + 116), si legge nella relazione, emerge che poco meno della metà dell’importo complessivo delle opere (28.683,94 milioni di euro su 61.310,78 milioni) è stato affidato con procedura ristretta.

Dall’analisi complessiva svolta sulle modalità di realizzazione delle opere rientranti nella Legge Obiettivo “sono emerse delle criticità connesse all’applicazione della norma in questione”, sottolinea l’Authority nella relazione: “Si è rilevato, ad esempio, una lentezza del procedimento, in contrasto con la ratio del complesso normativo in materia di infrastrutture e insediamenti produttivi strategici volto alla semplificazione delle procedure mediante la figura del Contraente Generale. Anche nello svolgimento del contenzioso, è emerso che le modalità con cui sono state avanzate ed esaminate le riserve sono state sostanzialmente simili a quelle degli appalti ordinari, invece l’affidamento a Contraente Generale dovrebbe presupporre valutazioni particolari, stante la più ampia libertà e responsabilità organizzativa posta in capo allo stesso rispetto a quella di un appalto tradizionale. I maggiori oneri dovrebbero quindi derivare esclusivamente da circostanze del tutto imprevedibili, tali da non consentire una riprogrammazione delle attività ed il calcolo dei maggiori tempi dovrebbe essere limitato a quelli strettamente necessari per permettere l’attivazione di adeguati correttivi nell’impiego delle risorse e non all’intera durata dell’impedimento”.

Fonte: http://www.ilvelino.it
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