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20 GIUGNO 2012
IL PORTO DI TARANTO SARA' L'HUB
Dopo aver attraversato un paio di anni difficili col traffico container sceso l'anno scorso a 600mila teu, il porto di Taranto prova a ripartire con un accordo che mette insieme tre ministeri (Infrastrutture, Coesione territoriale e Ambiente), Autorità portuale, Taranto container terminal (Tct, partecipata da Hutchinson ed Evergreen) ed enti locali. Un accordo che sblocca circa 260 milioni di investimenti di cui un centinaio in quota privata e il resto a carico del pubblico (90 dall'Autorità portuale). L'accordo che verrà firmato oggi a Roma prevede interventi sulle infrastrutture e investimenti negli impianti con l'obiettivo di portare il traffico, 24 mesi dopo la firma dell'intesa, a 700mila teus l'anno per salire poi l'anno successivo a un milione. L'Autorità portuale realizzerà i lavori della nuova diga foranea a protezione del molo polisettoriale e riconfigurerà la banchina dello stesso molo portando i fondali a 16,50 metri per i primi 900 metri e a 15 metri per gli altri 900 metri. Inoltre, consegnerà a Tct entro 12 mesi altri 550 metri di banchina così come previsto dal contratto di concessione stipulato a maggio del 1998. Tct, invece, entro un anno dal completamento degli interventi su fondali, banchina e piazzali retrostanti, riqualificherà e integrerà gli impianti già esistenti e ne installerà di nuovi. Il riferimento è alle gru di banchina idonee per le grandi navi di ultima generazione. I fondali più profondi, infatti, permetteranno a queste unità di approdare a Taranto trovando gru adatte per le operazioni di carico e scarico.
Proprio l'inadeguatezza del porto e la mancanza di ulteriori investimenti dopo l'avvio del terminal container nel 2001, avevano messo negli ultimi tempi Evergreen su una linea di progressivo disimpegno. La società aveva infatti trasferito al Pireo due linee madre e altrettante linee feeder, il traffico si era ridimensionato, e per 160 addetti era stata anche annunciata la mobilità, che ora invece, grazie all'accordo, è stata ritirata e trasformata in cassa integrazione straordinaria di due anni per 500 unità.
Ma nel frattempo il porto di Taranto ha visto anche il presidente dell'Authority, Sergio Prete, diventare – su nomina del Governo – commissario straordinario per accelerare l'esecuzione di altre quattro grandi opere per 219 milioni (piattaforma logistica, ampliamento quarto sporgente, strada dei moli e vasca di colmata) per le quali ora è in corso la progettazione. Inoltre qualche mese fa è stato anche sottoscritto un accordo col porto di Rotterdam per costituire dopo l'estate una società comune.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com
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